Molti di noi il West lo hanno conosciuto al cinema, nella musica o nei libri. Gregorio Minervini, nel 1984, decise invece di attraversarlo davvero. A cavallo.
Dal confine del Messico a quello del Canada: tremila miglia, quasi cinquemila chilometri, in cento giorni, attraverso Arizona, California, Nevada, Oregon e stato di Washington… Pochi soldi in tasca, un cavallo e alcune ragioni abbastanza forti da convincerlo a partire: sfidare se stesso, portare ai giovani un messaggio contro la droga e l’alcol e mettere alla prova un grande amore contrastato, quello per una ragazza rimasta in Italia.
Erano gli anni di Easy Rider, di Kerouac, delle strade infinite e di quell’America che per molti di noi rappresentava ancora il luogo dove inseguire un sogno. Noi quell’America l’abbiamo sognata nei libri, nella musica e al cinema. Gregorio ci è entrato dentro a cavallo.
E dentro quell’America ha trovato deserti, montagne, tempeste, giorni durissimi e incontri capaci di lasciare un segno. Ma soprattutto ha condiviso ogni chilometro con i cavalli, compagni veri di fatica, paura, solitudine e libertà.
Perché tremila miglia non si percorrono semplicemente su un cavallo. Si percorrono CON un cavallo.
A raccontare questa storia vera è Flavia Pankiewicz in Border to Border, pubblicato per la prima volta nel 1988 e oggi tornato in una nuova edizione.

È il racconto di un viaggio, ma anche di una sfida con se stessi, di un amore, di incontri inattesi e di quella ostinazione che qualche volta serve per scoprire fin dove siamo davvero capaci di arrivare
E forse è proprio per questo che, a più di quarant’anni da quell’avventura, vale ancora la pena salire idealmente in sella accanto a Gregorio e partire con lui.
Il libro, appassionante, è disponibile online su diverse piattaforme di e-commerce. Basta cercarlo digitando “Border to Border” di Flavia Pankiewicz.






















